Esercita un
ministero liturgico: aiuta il sacerdote e il diacono, prepara l'altare e i
vasi sacri, e, come ministro straordinario, distribuisce la Comunione ai
fedeli.
Luogo elevato,
dotato di leggio, da cui si svolge la proclamazione dei testi biblici, del
salmo responsoriale e dell’Exultet pasquale; è anche il luogo dell’omelia e
delle intenzioni per la preghiera dei fedeli.
brano musicale
relativamente breve che si canta, solitamente, collegato a un salmo. Nell’uso
moderno l’antifona è cantata prima del salmo e alla sua conclusione dopo il
Gloria Patri
. Ci sono
antifone con versetti e antifone molto lunghe autonome, cioè prive di
salmodia. Le antifone con salmi si trovano sia nella liturgia delle
Ore
, sia nella
Messa
(introito
, comunione
).
a) dell’officio:
libro con le melodie delle antifone
e dei responsori
, spesso anche dei versicoli. Talora sono
presenti anche le melodie integrali del salmo invitatorio. Degli altri salmi,
cantati in corrispondenza con le antifone, si dà il solo incipit testuale e la
differentia
.
Raramente sono indicati gli inni e, in tal caso, con il solo incipit o la sola
prima strofa.
b) Antifonario della
Messa e dell’Ufficio: libro onnicomprensivo dei canti sia della Messa che
liturgia delle Ore. E' la tipologia comune nelle tradizioni liturgiche
ambrosiana e ispanica dove il libro contiene i testo dei canti con notazione
musicale. Nella liturgia romana questo libro liturgico è un'eccezione.
Cappella per il
Battesimo, per lo più rotonda o ottagonale; di regola fa parte del complesso
architettonico delle antiche chiese episcopali. Nelle chiese parrocchiali si
trova normalmente solo un fonte battesimale.
i libri ritenuti
ispirati da Dio e raccolti in due serie: l'Antico Testamento - corrispondente
più o meno alla Bibbia ebraica - e il Nuovo Testamento. Negli esemplari dei
secoli XIII e XIV spesso nell’Antico Testamento manca il
salterio
; talora invece il salterio di una
Bibbia completa presenta integrazioni liturgiche (cantici
per le Lodi
, per le litanie
...).
raccolta di tutti i
brani per la celebrazione della liturgia delle Ore. Dopo il
temporale
,
santorale
il (proprio e
comuni), dedicazione
della chiesa e ufficio dei morti, ci sono di solito formule per le
commemorazioni / suffragi, le benedizioni per i lettori...
formula musicale di
riposo che si trova alla conclusione di frasi melodiche sia alla fine di un
brano (cadenza finale), sia all’interno di un pezzo (cadenza mediana). Una
cadenza mediana conclude il primo emistichio
della tempo
salmodia.
prospetto dei giorni
dell'anno da gennaio a dicembre con l'indicazione dei santi (per lo più uno
solo o una coppia) di cui si celebra la festa o la memoria. L'indicazione del
giorno segue il calendario civile romano. Diversi tipi di integrazioni (colore
dell'inchiostro, “l(ectiones) IX o XII”, termini come duplex maius)
evidenziano i santi che godono di un culto particolare. Il calendario si trova
soprattutto all'inizio di breviari e di messali, ma anche i altre situazioni,
come in vari trattati di medicina (questo fatto si spiega per la presenza nei
calendari delle indicazioni relative ai “dies ægyptiaci”, i due giorni al mese
in cui era sconsigliato fare i salassi).
Veste per la
liturgia, di stoffa bianca. In origine soltanto di lino, normalmente stretto
alla vita da una cintura (cingolo). A seconda della scollatura vi si può
aggiungere un panno attorno al collo (amitto). In origine, abito di base per
tutti gli inservienti in qualsiasi tipo di celebrazione; oggi viene spesso
sostituito dalla cotta, soprattutto al di fuori della Messa e in genere per i
servizi più umili; la cotta è più corta, senza cintura e quindi più comoda.
brano poetico –
simile ai salmi - che si trova nei libri biblici ed è utilizzato nella
liturgia delle Ore
. Ad
eccezione dei cantici Benedictus
, Magnificat
, Nunc dimittis
, che sono tratti dal Vangelo di Luca, gli
altri sono tutti desunti dall’Antico Testamento. Questi cantici sono cantati
alle Lodi in quarta posizione. Tre altri cantici veterotestamentari sono
invece cantati al IIInotturno
del Mattutino
monastico.
proclamazione del
testo biblico su una melodia semplice che prevede fondamentalmente tre
elementi: inizio, corda di recita
, cadenza
, . In periodi lunghi ci possono essere delle
flessioni intermedie della voce, in corrispondenza di cesure testuali segnate
perlopiù dal “;” moderno.
Colui che è
incaricato di preparare le celebrazioni più complesse. Coordina i diversi
servizi e fa' in modo che tutto si svolga ordinatamente e con tranquillità. Il
cerimoniere deve non solo conoscere le norme, ma anche, in base all'esperienza
pastorale, saper aiutare a svolgere i riti in modo fruttuoso.
segno posto
all’inizio del rigo musicale per indicare la posizione di alcune note di
riferimento, di solito il fa (chiave “f”) e il do (chiave di “c”).
canto che accompagna
il rito di comunione. Fino al sec. XII il canto di comunione aveva la medesima
struttura dell’introito
:
prevedeva l’alternanza con versetti salmici.
Piccolo panno di
lino su cui vengono posti il calice
e la patena
durante la celebrazione della
Messa
, o il Santissimo
Sacramento per la custodia e l’esposizione.
Sopravveste bianca,
spesso ornata di pizzo, lunga fino al ginocchio, con maniche corte e larghe,
da indossare sopra la talare. Viene usata anche dai ministranti.
Tavolino situato nel
presbiterio, sul quale si posano gli oggetti necessari alla celebrazione della
Messa (calice, corporale) e sul quale può svolgersi la loro purificazione.
Inserviente che apre
la processione portando la Santa Croce. L’immagine di Cristo è rivolta in
direzione della processione. Solo quando è presente un arcivescovo, la croce
viene portata in modo che questi possa vedere l'immagine di Cristo.
nella
Messa
romana è la lettura
prima del Vangelo
, spesso
tratta dalle lettere di san Paolo. La liturgia ambrosiana prevede invece due
letture prima del Vangelo: a) il “profeta” tratta dall’Antico testamento, e
l’”Apostolo” dal Nuovo testamento.
festa del 6 gennaio
dove si commemorano tre “manifestazioni” di Gesù Cristo: l’adorazione dei
sapienti Re Magi, il battesimo nel Giordano e le nozze di Cana.
testo integrale dei
quattro Vangeli
(Mt
, (Mc
, (Lc
, (Gv
). Per una sua utilizzazione liturgica è
necessario servirsi di un capitulare
capitulare.
Libro liturgico con il testo dei Vangeli, edito in forma particolarmente
ricca, come merita la sua importanza.
breve forma di lode
alla Trinità denominata dossologia minore; si canta quasi sempre alla
conclusione dei salmi
nella
liturgia delle Ore
e nei
canti antifonici della Messa
.
libro che abbraccia
gli inni per la celebrazione delle Ore
liturgiche. Gli innari possono essere
costituiti da solo testo, ma per lo più presentano la melodia sulla sola prima
strofa - raramente prima del sec. XV su tutto il testo. Alcuni innari
presentano glosse con diverse possibilità di impaginazione.
composizione poetica
con strofe identiche nella loro struttura metrica. Ciò permette di cantare
un’unica e medesima melodia su tutte le strofe. Introdotto nel IV secolo nella
liturgia ambrosiana e nel V nelle celebrazioni monastiche, l’inno è cantato a
Roma soltanto a partire dal sec. XII.
canto d’inizio nella
Messa
romana (ingressa in
quella ambrosiana). è costituito da un’antifona
che si alterna ai versetti di un salmo
eseguito secondo il tono salmodico corrispondente alla modalità dell’antifona.
Il canto si prolunga per tutto il tempo richiesto dai riti iniziali. Prima
della conclusione, al posto di un versetto salmodico, s’introduce la
dossologia minore “Gloria al Padre
e al Figlio…”.
introduzione alla
preghiera delle Ore
, è
premessa al tempo
Mattutino.
Si compone di un’antifona
che è cantata non soltanto prima e dopo il salmo
invitatorio 94 (“Venite exultemus Domino
iubilemus Deo salutari nostro”), ma che è ripetuta anche tra le varie sezioni
dello stesso salmo, una volta a partire dall’inizio, una volta da metà. è
questa una reliquia dell’antica prassi di alternare
antifona
e salmi
/cantici
praticata dalla Chiesa di Roma ancora nel
sec. XII (“antiphonare”).
raccolta con i canti
dell'ordinario
della
Messa
con musica:
Kyrie
,
Gloria in excelsis Deo
,
Sanctus
, Agnus Dei
, Credo
. A questo canti sono da aggiungersi le
formule di congedo (Ite Missa est, Benedicamus Domino) e due
antifone
per la
benedizione dell'acqua lustrale (Asperges, Vidi aquam). Nelle raccolte più
antiche i canti dell'Ordo Missæ
sono raggruppati per categoria e le melodie
sono identificabili grazie al tropo
più comune collegato con lo stesso brano.
Successivamente i canti sono distribuiti in formulari veri e propri - sino al
sec. XVI, ma spesso anche dopo, senza Credo
- che portano tuttavia un'indicazione
specifica della celebrazione: In minoribus, In Missis defunctorum, De Beata...
formula greca
(“Signore, misericordia”).
Nella liturgia può essere a) l’inizio di una litania; b) ciò che oggi resta di
una preghiera litanica. Si canta all’inizio della Messa
ed è costituito da nove invocazioni che si
rivolgono al Signore Gesù: tre kyrie, tre Christe e tre Kyrie. In epoca
carolingia il Kyrie
della
Messa subisce due notevoli modifiche: da preghiera rivolta a Cristo diviene
preghiera trinitaria (Padre, Figlio, Spirito Santo) e perde il carattere di
supplica per esprimere soprattutto un’acclamazione di lode.
Il fedele, uomo o
donna, incaricato della lettura dei testi biblici, con esclusione del Vangelo,
può proclamare le intenzioni della preghiera dei fedeli. Dal 1972 è anche un
ministero istituito per uomini che abbiano comunque un’attività a servizio
della fede.
invocazioni a Dio
per intercessione di santi – disposti secondo categorie (apostoli ed
evangelisti, martiri…) - con formule ripetitive (“Sancte XY, ora pro nobis”).
Ora cardine della
preghiera quotidiana, si celebra all’alba di ogni giorno. Prevede il canto di
cinque unità salmodiche: 3 salmi, 1 cantico veterotestamentario e un’unità
formata dai 3 salmi 148-150. Nella parte finale c’è il cantico di Zaccaria (Benedictus
) e la preghiera del
Padre nostro
.
azione liturgica
complessa, “fonte e culmine della vita cristiana”, distinta in due parti
principali: a) una sezione didattica incentrata sulla Parola di Dio; b) la
parte sacrificale in cui si fa memoria della morte di Gesù Cristo.
libro
onnicomprensivo che presenta tutti i testi necessari per la celebrazione della
Messa
. La struttura tipo si
articola in temporale
(dall'Avvento
al
Sabato santo
+
Missæ
Ordo + sezione da
Pasqua
alla fine dell'anno
liturgico
), santorale
(proprio e comune),
dedicazione
della chiesa, defunti, messe
rituali, votive e ad diversa, benedizioni di persone e cose.
Libro per la celebrazione della Messa; contiene le orazioni del sacerdote,
quelle fisse e quelle variabili.
libro liturgico
destinato alla celebrazione di una comunità monastica (perlopiù benedettina o
certosina). Presenta una particolare struttura delle liturgia delle
Ore
.
Copricapo liturgico
specifico, proprio del vescovo (e di alcuni abati), che lo porta durante le
processioni, quando sta alla cattedra episcopale, quando dà una benedizione
solenne e durante altre azioni importanti. È costituito dalle due cornua,
parti piatte, a forma di scudo (di fronte e dietro) e da due larghi nastri
ricadenti sulle spalle (vittae).
canto eseguito
durante il rito omonimo. Nella sua forma evoluta, l’offertorio ha assunto la
forma di un vero e proprio responsorio
con versetti. Dopo il sec. XII i versetti –
tramandati prima da allora soltanto da una parte della tradizione libraria –
scompaiono dall’uso e dai codici liturgici.
raccolta delle
prediche e dei commenti degli antichi scrittori ecclesiastici: spesso
costituiscono dei lezionari
"patristici" da leggersi al mattutino quale commento al giorno/tempo liturgico
(II notturno
) o alla
pericope
evangelica del
giorno (III notturno
).
sono momenti di
preghiera ufficiale della Chiesa, distribuiti lungo l’arco di tutta la
giornata. Tutte le ore, che si chiamano anche ore canoniche, hanno la medesima
struttura: introduzione, canto di salmi
con relativa antifona
, letture con i rispettivi
responsori
,
conclusione.
Piccola tela
inamidata di forma quadrata collocata, prima dell'offertorio, sopra la
patena
dove si trova
l'ostia e, dall' offertorio
in poi, sopra il calice
.
Piatto rotondo di
metallo usato nella messa per contenere l'ostia sia prima che dopo la
consacrazione
È leggermente concava o ha, nel mezzo, un disco un poco incavato.
Viene posto sopra il calice coperto dalla palla
, sia dall'inizio della messa all'offertorio,
sia dopo la comunione.
la domenica che
conclude i 50 giorni del tempo pasquale. Nella Chiesa cristiana commemora il
dono dello Spirito Santo. è il punto di riferimento per il tempo liturgico
ordinario, segnato dalle domeniche (I, II, III…) dopo Pentecoste.
Contenitore per la
custodia o il trasporto della Santa Comunione sotto le specie del pane.
Originariamente una scatola provvista di coperchio, cui nel periodo gotico si
aggiunse un sostegno rendendola sempre più simile a un calice, ma con la coppa
più grande e panciuta e con un coperchio sormontato da una croce; dve essere
in metallo nobile, con l'interno della coppa dorato.
Veste liturgica
usata originariamente per le processioni (pluviale = mantello da pioggia con
cappuccio) e in seguito anche per la Liturgia delle Ore nelle feste solenni e
per la celebrazione dei Sacramenti al di fuori della Messa e per la
benedizione col Santissimo Sacramento.
preghiera in tono
lirico che si conclude con il canto del Sanctus
: l’intero blocco (prefazio + Sanctus) serve
da introduzione alla preghiera eucaristica, la parte centrale della
celebrazione della Messa
.
Nelle basiliche, la
zona dell’altare che per motivi pratici è stata delimitata ben presto da
cancelli, dai quali in seguito si è sviluppata la balaustra per la
distribuzione della Comunione, e in Oriente l’iconòstasi. Oggi il presbiterio
deve venir posto convenientemente in evidenza rispetto al resto del vano,
mediante un leggero rialzo, o disposizione e arredo particolari; deve inoltre
offrire spazio sufficiente a permettere il degno svolgimento della liturgia.
li termine indica anche l’insieme dei sacerdoti di una diocesi, che guidano la
Chiesa facendo capo al vescovo.
raccolta dei canti –
perlopiù antifone
e
responsori
- da
eseguire durante le liturgie itineranti (Purificazione
il 2 febbraio, domenica delle
Palme
, Rogazioni...). Oltre
ai processionali con i canti, ci sono libri processionali con i soli testi
delle letture o dei soli brani eucologici.
Piccolo panno di
lino, dalla forma e dalla misura di un fazzoletto, che serve ad asciugare il
calice, a pulire la patena e il bordo del calice nella Comunione al calice.
Viene portato all’altare insieme al calice durante la presentazione dei doni.
festa del 2 febbraio
in cui si commemora a) la presentazione di Gesù al Tempio; b) la purificazione
di Maria di Nazareth secondo le norme rituali della tradizione ebraica
canto che segue una
lettura. Nel Mattutino
i responsori sono di tipo “gallicano” e presentano la cosiddetta
tempo
. Dopo il
canto della prima sezione responso
, segue il versetto
; il brano si conclude con la ripetizione
della sezione finale del responso iniziale che si chiama
repetenda
. Questa forma di canto
responsoriale si trova sia a Milano che a Roma nella liturgia delle Ore nei
responsori che seguono le letture e nella Messa
nel canto dell’offertorio
.
canto dei
salmi
e dei
cantici
biblici secondo
particolari melodie (toni salmodici) che prevedono una forma ad arco e tre
parti principali: intonazione, corda di recita
e cadenza
.
raccolta dei 150
salmi biblici attribuiti a Davide. Nella liturgia si utilizza lo psalterium
feriatum / psalmista in cui i salmi sono distribuiti in base alla loro
collocazione nelle diverse ore dei giorni della settimana. Spesso sono
presenti le relative antifone
del tempo ordinario
.
la sezione di un
libro liturgico che comprende il ciclo delle feste dei santi. Nel “Proprio dei
santi” ogni formulario ha almeno un brano specifico ed esclusivo, nel “Comune
dei santi” ci sono vari formulari distribuiti per categoria (apostoli,
martire, martiri, confessore…) che si utilizzano per le feste di singoli santi
per i quali non è stato scritto un formulario specifico.
canto strofico che
perlopiù si canta quale prolungamento dell’Alleluia. Nella forma classica
(sec. IX-X) la sequenza prevede due strofe isolate all’inizio e alla fine,
mentre all’interno le strofe sono appaiate e sono cantate con una melodia che
si ripete in ogni coppia (a bb cc dd…z).
terza domenica prima
del mercoledì delle Ceneri e dell’inizio della Quaresima
, segna l’inizio di un periodo di
preparazione alla stessa Quaresima. Le domeniche successive sono Sessagesima e
Quinquagesima.
Importante insegna,
che fa parte delle vesti liturgiche, è a forma di sciarpa, portata dal
sacerdote e dal vescovo sul collo.
Stola diaconale. Stola propria del diacono indossata sulla spalla sinistra.
la sezione di un
libro liturgico che comprende il ciclo delle celebrazioni domenicali e dei
tempi forti, di solito a partire dalla I domenica d’Avvento
sino all’ultima domenica dopo
Pentecoste
.
Camice lungo sino
alle caviglie, indossato abitualmente dagli antichi sotto il vestito. Da esso
derivano il camice e la talare. Sovente i ministranti indossano, durante la
Messa, una versione moderna della tunica, tagliata a mantello.
Recipiente spesso
preziosamente argentato, a cui sono fissate delle catenelle e chiuso da un
coperchio con fori. Contiene un secondo recipiente con carboni accesi, sui
quali bruciano grani di incenso.
Panno per coprire e
riparare in segno di rispetto; soprattutto da portare sulle spalle (velo
omerale), quando il sacerdote tiene l’ostensorio durante la benedizione
eucaristica solenne o durante una processione: oppure per coprire il calice,
finché rimane sulla credenza, prima che venga posto sull'altare, alla
presentazione delle offerte.
secondo giorno del
Triduo
, ha un’importante
celebrazione pomeridiana con il canto del Passio
secondo s. Giovanni, una serie di preghiere
solenni d’intercessione, e un rito per l’adorazione della croce.
Ora cardine della
preghiera quotidiana, si celebra al tramonto. Nella liturgia romana secolare
si cantano 5 salmi
, 4 nella
tradizione monastica. Nella parte finale prevede il cantico di Maria (Magnificat
) e la preghiera del
Padre nostro
. La liturgia ambrosiana
contempla nei vespri tre sezioni, la prima della quale è costituita da una
particolare liturgia della luce (lucernario).